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Alla parola dieta spesso è attribuito un significato negativo, legato all’idea di dover limitare l’assunzione di cibo. Se andiamo a ricercare l’etimologia della parola dieta vediamo che deriva dal greco e significa “vita”, “stile di vita” o “modo di vivere”.
Secondo quest’accezione deve essere inteso il termine dieta. Solo un’adeguata conoscenza di “come” e “perché” è necessario alimentarsi in un certo modo può aiutarci a capire meglio il rapporto tra salute e alimentazione.
Qualcuno chiamato Ippocrate circa nel 400 a.c. disse “Il cibo sia la tua medicina e la tua medicina sia il cibo”.
Una dieta si definisce equilibrata quando ha come presupposto la relazione tra la fisiologia dell’uomo e le sue necessità nutrizionali.
Oggi le maggiori associazioni scientifiche internazionali partono da questa posizione per formulare delle linee guida alla base di un’alimentazione a tal punto equilibrata ed efficace da influire in modo ottimale sullo stato di salute.
Il successo della dieta mediterranea comincia negli Stati Uniti intorno agli anni 70 e prende inizio da uno studio avviato nel 1945 dal medico nutrizionista Ancel Keys a seguito del suo sbarco a Salerno con la Quinta armata.
Keys si accorse che le malattie cardiovascolari nell’area del Cilento dove lui era di stanza, erano molte ridotte rispetto agli USA. Decise di investigare per verificare l’esistenza di un possibile legame tra alimentazione e malattie del benessere (obesità, arteriosclerosi, diabete, ipertensione, ecc.).
Vennero prese in esame e confrontate abitudini alimentari di diversi paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, la Jugoslavia, la Germania, la Finlandia e l’Italia.
I risultati finali attestarono che tanto più ci si allontanava dal modello mediterraneo maggiore era l’incidenza delle suddette malattie.
Uno dei motivi che portano a considerare la dieta mediterranea la più equilibrata ed efficace è rappresentato dall’utilizzo dell’olio di oliva estratto dal frutto di una pianta delle Oleaceae che, per il suo contenuto di acidi grassi monoinsaturi e per le sue doti di vitamina E dalle conosciute capacità antiossidanti, è senza alcun dubbio uno dei prodotti che rendono la dieta mediterranea cosi valida.
La presenza, inoltre, di alimenti come i cereali e i suoi derivati, le verdure, la frutta e in particolar modo il pesce per il suo contenuto in acidi grassi omega 3, fa sì che quest’alimentazione prevenga l’insorgenza di malattie cardiovascolari.
In Italia gli ultimi dati affermano che la stima delle persone in sovrappeso è la più alta d’Europa, pari al 45% se sono compresi gli obesi.
Parlando di obesità infantile la percentuale tocca punte del 20% in alcune zone del meridione.
La cultura e la tradizione alimentare mediterranea hanno rappresentato e rappresentano nel mondo un modello da copiare.
Dal dopo guerra lo sviluppo del settore industriale alimentare ha portato alla presenza nel marcato di prodotti molto appetibili ma ad alto contenuto in grassi e zuccheri.
A questa situazione si aggiunge una marcata sedentarietà che, specie nelle grandi città, favorisce l’aumento di peso. La necessità è legata all’aumento delle patologie degenerative legate al fenomeno obesità, registrato nei paesi economicamente sviluppati.
Un esempio di linea guida prevede: variare il più possibile la scelta dei cibi consumare alimenti con un adeguato contenuto in amido e fibra ridurre il consumo di grassi, in particolar modo di grassi saturi e colesterolo, e di cibi fritti evitare il consumo eccessivo di zucchero e dolci moderare il consumo del sale da cucina moderare il consumo di bevande alcoliche preferire cibi freschi mantenere il peso ideale
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