Il processo digestivo a livello cellulare
Le cellule del nostro corpo compiono una serie di reazioni chimiche
particolari per ricavare energia tramite l’attuazione di
processi endoergonici ed esoergonici, l’insieme di tutti
quei processi che producono l’energia necessaria alla cellula
per sopravvivere prende il nome di respirazione cellulare. Prima
però di avviarci alla descrizione di tale processo chimico
è meglio delineare alcune cose per poter rendere chiaro
quanto verrà adesso spiegato in seguito. Abbiamo parlato
di processi esoergonici ed endoergonici e anche di processi chimici
e reazioni dello stesso tipo, spieghiamo dunque di che cosa si
tratta, una reazione chimica è una particolare situazione
con la quale una sostanza detta X viene trasformata, cioè
scissa e poi riassemblata, in un’altra sostanza diversa
Y. Un processo chimico invece è un insieme di più
reazioni chimiche con le quali, alla fine di tutte queste, si
raggiunge una sostanza, che non è altro che il fine per
il quale sono state attuate tutte le precedenti reazioni considerate.
La respirazione cellulare è un processo chimico. Quando
però avvengono delle reazioni chimiche avvengono delle
cosiddette scissioni e combinazioni di atomi, se ad esempio un
atomo di ossigeno e due di idrogeno formano l’acqua vuol
dire che vi è stato un momento in cui gli atomi di O e
di H si sono fusi in qualche modo, si sono uniti mettendo in comune
degli elettroni, consideriamo adesso invece la stessa cosa con
delle sostanze che con singoli atomi, prendiamo il glucosio, questo
a volte viene trasformato dalle cellule in due molecole di acido
piruvico, questa reazione ha demolito quindi i legami che formavano
il glucosio e poi ne ha formati di altri per formare l’acido
piruvico, ebbene una reazione che distrugge legami libera energia
e si chiama esoergonica, mentre quelle che ricostruiscono i legami
sono endoergoniche perché hanno bisogno di energia per
costruire qualcosa. Detto ciò passiamo alla nostra respirazione
cellulare. Tale processo, come ogni processo è rappresentabile
in una formula chimica, questa è: C6H12O6 + 6 O2 = 6 CO2
+ 6H2O + 38 ATP. Tale processo si compone in tre fasi differenti:
la prima prende il nome di glicolisi, la seconda è il ciclo
di Krebs e la terza è la chemiosmosi cellulare. Analizziamo
la prima, da quanto detto nell’equazione i reagenti sono
glucosio e ossigeno, il primo viene impiegato subito e così:
tale molecola di glucosio entra nella cellula e si stabilisce
nel citoplasma, in questo sito il glucosio a circa metà
della sua struttura, a metà dello scheletro carbonioso,
viene scisso in due molecole uguali di acido piruvico la cui formula
è CH3COCOOH, a questo punto però vediamo che mancano
delle cose, infatti rimangono liberi nel citoplasma 4 ioni H ed
i rispettivi elettroni hce però vengono subito inglobati
nel NAD+ che si riduce assumendo gli elettroni, 2, dell’idrogeno
e assorbendo anche uno ione H+, resteranno dunque infine 2 acidi
piruvici, 2 NADH e due ioni H+ liberi vaganti. Comincia qui la
seconda fase, infatti gli acidi piruvici vengono liberati del
radicale carbossilico COOH e diventano acidi acetici o semplicemente
radicali acetili, dunque CH3CO, questa sostanza viene legata ad
un coenzima chiamato CoA, coenzima A, ed entra definitivamente
in un ciclo detto ciclo di Krebs dove viene continuamente trasformata
al fine di ricavare più energia possibile fino ad ottenere
acido ossalacetico. A questo punto vengono in qualche modo tirate
le somme e tutta l’energia ricavata viene fatta entrare
in una reazione finale, nel mitocondrio della cellula dove tali
molecole di energia chimica vengono utilizzate per formare altra
energia, 10 volte maggiore.
Il processo digestivo a livello anatomico
Il tratto gastrointestinale parte dalla bocca e termina con l'ano,
misurando complessivamente circa 9 metri di lunghezza. La sua
struttura è essenzialmente uguale per tutta la sua lunghezza.
Il rivestimento esterno peritoneale è definito "sierosa"
ed è seguito da altri di fibre muscolari. Tra questi strati
si trovano delle cellule nervose che costituiscono il "plesso
mienterico". Il più interno di questi strati è
costituito dalla "mucosa", che a sua volta è
tappezzata da "epitelio". Tra la mucosa e lo strato
di fibre muscolari circolari si trova il "plesso sottomucoso".
I due plessi appartengono al sistema nervoso autonomo che attiva
le loro funzioni. Le funzioni dell'apparato digerente sono le
seguenti:
1) triturazione del cibo,
2) liquefazione del cibo,
3) decomposizione ed assorbimento
delle sostanze nutritive,
4) assorbimento dell'acqua ed eliminazione
dei residui.
E' proprio nella bocca che inizia la prima fase della digestione.
Il cibo masticato viene inghiottito, scendendo nell'esofago per
raggiungere lo stomaco. Lo stomaco grazie al suo contenuto acido
continua la sua funzione mescolando il cibo sino alla sua liquefazione.
Il contenuto liquido così ottenuto, attraverso una valvola
chiamata "piloro" arriva nel "duodeno". Qui
il contenuto gastrico viene mescolato con la bile proveniente
dal fegato e con le secrezioni enzimatiche del pancreas, che si
aggiungono alle secrezioni prodotte dall'intestino. Questi componenti
chimici proseguono il processo digestivo riducendo la massa di
carboidrati, grassi e proteine in singoli zuccheri, acidi grassi
ed aminoacidi, che possono essere assorbiti più rapidamente
nella prima parte dell'intestino chiamato tenue.L'intestino tenue
comprende un primo segmento chiamato "digiuno" che è
deputato all'assorbimento della maggior parte delle sostanze nutritive
ed un secondo segmento chiamato "ileo" che, oltre a
proseguire l'assorbimento delle sostanze nutritive sfuggite al
"digiuno", permette l'assorbimento di vitamine solubili
nei grassi (vitamine A, D, E, K, B12 e sali biliari).La lunghezza
dell'intestino tenue varia da 4 a 6 metri e poiché la sua
superficie interna è involuta in pieghe sottili, chiamate
"villi", ne risulta che in realtà l'intera superficie
è enorme, tanto che un individuo può vivere facilmente
anche se molto più del 50% dell'intestino tenue è
ammalato o, addirittura, asportato chirurgicamente. Tuttavia,
la mancanza dell'ultima parte dell'ileo (ileo terminale) può
dar vita ad un insufficiente assorbimento di vitamina B12 e di
sali biliari. L'insufficienza di questi ultimi può dar
luogo ad un malassorbimento dei grassi ed a diarrea L'ileo terminale
vuota il suo contenuto attraverso la valvola "ileocecale"
nella prima parte del colon chiamato "ceco".Nel colon
entra il materiale allo stato liquido e la sua funzione è
quella di assorbire sali ed acqua residui. Questo processo consente
una graduale solidificazione del materiale trasformato in feci,
le quali si accumulano nel retto dove recettori nervosi provocano
lo stimolo alla defecazione.