L'ABA: L'ABA è una società, un'associazione che si occupa da molto tempo dei disordini alimentari, al suo interno questa associazione ospita e offre aiuto a moltissimi malati di Anoressia e altri problemi come l'Obesità o la Bulimia. L'ABA è inoltre la società che sperimenta, oggi come oggi, nuove tecniche di cura e di prevenzione e si occupa anche di questioni alimentari nella società.

Introduzione al testo: Da come è possibile osservare il seguente documento è un'intervista, l'intervista è infatti posta ad un noto medico specializzato in ricercapresso L'ABA e a conto della stessa società, appunto Fabio Gilimberdi. La giornalista intervistratrice, di cui sappiamo appunto solo il sesso, pone molte domande al medico, ma sopratutto su un argomento sempre ben preciso, l'attività svolta per le cure e le nuove cure sperimentate e ancora in fase di sviluppo. Questo testo dal punto di vista informativo può dare al lettore molti informazioni utili su come la società d'oggi si muove per risolvere i problrmi alimentari attuali. Sotto è portato un breve schema ABA.

Intervista:
Dottor Fabio Galimberdi

Un fenomeno nuovo si è imposto di recente, in maniera sempre più consistente, l'anoressia maschile. Qual è la reale incidenza di questo fenomeno e a cosa è dovuto questo incremento?
Non credo si tratti proprio di un incremento reale. Non credo, cioè, che ci siano più uomini che soffrono di anoressia-bulimia, ma piuttosto più uomini che rivolgono una domanda di cura alle istituzioni terapeutiche, perché queste hanno parlato e scritto sempre più dei disturbi maschili del comportamento alimentare ed è dunque diventato socialmente più "lecito" per un uomo chiedere aiuto. E' vero, infatti, che si tratta di un disturbo tipicamente femminile, relativo alle questioni intimamente legate all'essere donna; ma è anche vero che la psicoanalisi ha fatto passare nella mentalità comune una delle sue verità, ossia che l'essere uomo o donna non è una questione biologica, ma una questione simbolica. Si può dire che l'anatomia non è un destino. Ho parlato di disturbi alimentari in genere, ma va precisato che l'obesità è a parte; in ABA, ad esempio, abbiamo sempre avuto anche casi maschili di obesità, non essendo, questa, una patologia così legata al genere sessuale. Per quanto riguarda l'esordio è da rilevare un'importante differenza: nei maschi avviene, di solito, più tardi rispetto al periodo puberale, non nella primissima adolescenza, forse appunto perché il disturbo in questi casi non è legato ai tempi della maturazione sessuale femminile.


Quali sono le peculiarità, tanto nelle cause quanto nelle modalità espressive, di questo fenomeno rispetto al suo corrispondente femminile, al contrario così ampiamente studiato e discusso negli ultimi trent'anni?
Per quanto riguarda l'eziologia, può risultare "scatenante" l'incontro con l'altro sesso, che risulta essere per varie ragioni "traumatico". La soluzione anoressica maschile può funzionare, allora, come rimedio a questo incontro; al contrario di quanto avviene sul versante femminile, dove è utilizzata per mettere alla prova l'altro, con l'imperativo "Amami a prescindere dal mio corpo, desiderami come persona", o per tenerlo a distanza, rifiutando, attraverso la negazione del proprio corpo, anche la sessualità; su quello maschile l'anoressia permette invece l'incontro sessuale; in un certo senso disinibisce il soggetto, come succede con l'uso di cocaina, quindi in modo chiaramente patologico, e ristabilisce un alto valore di sé. Alcuni soggetti, infatti, vivono con euforia la fase anoressica e in questa si sentono di conseguenza facilitati nelle relazioni con l'altro sesso, perché hanno conferma del proprio valore nel coincidere con il proprio ideale estetico e virile. Questa facilitazione sembra valere anche in quei casi in cui dimagrire è anche un modo per mettere a freno, tenere a bada una pulsione che è vissuta in modo persecutorio. Queste sono alcune delle differenze rispetto all'anoressia "classica" femminile; altre certamente ne individueremo inoltrandoci sempre più nello studio di questo particolare fenomeno clinico; ma aldilà delle differenze va sottolineato un aspetto che le accomuna: una seria pericolosità che, come sappiamo, può portare ad effetti devastanti.


Può questo aumento della domanda d'aiuto tra la popolazione maschile essere legato a un crescente culto del corpo anche tra gli uomini?
Sì, sappiamo che è legato a fattori socio-culturali e di mercato. Un dato lo dimostra: la moltiplicazione delle riviste per uomini che valorizzano la prestanza fisica.

Se è divenuto più lecito parlarne, anche chiedere aiuto a uno specialista è un ipotesi ammissibile? Perché un ragazzo o un uomo viene in ABA e cosa domanda?
Sarebbe meglio dire "Perché viene proprio ora?": appunto perché è diminuita la connotazione femminile dell'ABA*. Non c'è invece una differenza sostanziale per quanto riguarda l'oggetto, non c'è una domanda specifica maschile, se non, appunto, riguardo all'opportunità di essere curati proprio all'ABA.


Esiste - o meglio - avviene un'alternanza tra i anoressia e bulimia così come si verifica nelle donne, per cui a un periodo di controllo totale ne segue un altro in cui la pulsione è senza freno? E come si caratterizza una bulimia "al maschile" rispetto alla corrispondente femminile?
Neanche sotto questo aspetto ci sono differenze, esiste un'alternanza di periodi e rispetto a questo la logica anoressico/bulimica è identica. Se si vogliono rintracciare differenze si può dire che è proprio nella fase bulimica che il soggetto maschile tende all'isolamento sociale, a non considerarsi degno di relazionarsi. Per concludere, c'è stato sicuramente un cambiamento in ciò che definisce l'identità maschile e l'immagine corporea non è estranea a questo cambiamento; questo se è dimostrato dal proliferare di prodotti dietetici/dimagranti per uomini, lo è anche, purtroppo, dal numero crescente di casi di anoressia/bulimia nella popolazione maschile; un esempio quasi anedottico è l'arrivo dell'estate e la domanda d'aiuto al maschile che subisce un'impennata: non è solo la donna che si deve mettere in costume.

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