Introduzione al testo: La trattazione riportata in questo articolo, da come si può vedere, è esclusivamente dedicata ai farmaci, o meglio, a quelle molecole di farmaci, che servono a curare l'Obesità o il Diabete in generale. All'interno sono anche nominati pochissimi farmaci per riferimento, questo accanto a quasi tutto le molecole.

I farmaci per le malattie a livello nutriziionale che combattono la depressione: In questo articolo è trattato l'argomento depressione, come sappiamo l'Anoressia, la Bulimia o l'Obesità portano fenomeni di depressione, esistono farmaci che riescono a combattere a livello cerebrale tale malessere, in questo testo è spiegato come.

I vari farmaci per le varie malattie portate dalle patologie a livello nutrizionale: Leggnedo i vari articoli sull'Anoressia, Bulimia e Diabete abbiamo appreso che queste patologie portano, specie nell'Obesità, altre malattie: Diabete, Amenorrea e così via, all'interno di questo articolo sono elencati appunto i farmaci che riescono a sconfiggere tali malesseri ordinati per malessere appunto.

 

Farmaci per l'Obesità in generale
Al momento attuale, molti farmaci in grado di attenuare il senso di fame con una azione diretta sul sistema nervoso centrale come la fenfluramina (Ponderal), la dexfenfluramina (Isomeride), il dietilpropione (Tenuate Dospan), la fendimetrazina (Plegine), non sono più in commercio a causa della loro pericolosità. Oggi, per il trattamento dell'obesità sono disponibili solo due farmaci, l'orlistat e la sibutramina.

L'orlistat: impedisce la trasformazione dei grassi introdotti con la dieta in particelle più piccole che vengono assimilate dall'intestino, bloccando particolari enzimi (lipasi) che intervengono nella digestione dei grassi stessi. Questo si traduce in un minor assorbimento (-30% circa) dei grassi alimentari: ciò significa che, con una dieta media intorno alle 2.000 calorie, si risparmiano 180 calorie al giorno. Questo farmaco provoca spiacevoli effetti indesiderati: i grassi non assorbiti infatti, rimangono nell'intestino e possono causare bisogno urgente di "andare di corpo", perdita incontrollata delle feci, emissione di feci molli, liquide o oleose, mal di pancia e formazione di gas nell'intestino. Tali disturbi compaiono soprattutto all'inizio del trattamento e si risolvono alla sua sospensione. Anche il tipo di alimenti che si ingerisce ha una notevole influenza sulla comparsa di effetti indesiderati: un regime dietetico a basso contenuto di grassi aumenta la tollerabilità del farmaco, producendo nel contempo migliori risultati. Se si salta un pasto o il pasto non contiene grassi, il farmaco non deve essere assunto. L'orlistat deve essere sospeso nel caso in cui, dopo 12 settimane, non si sia perso almeno il 5% del peso iniziale.

La sibutramina: a differenza dell'orlistat agisce a livello del sistema nervoso centrale. Per spiegare l'efficacia della sibutramina nel riduzione del peso corporeo sono stati proposti due meccanismi d'azione: l'induzione del senso di sazietà e l'incremento del dispendio energetico (fa bruciare più calorie). Mal di testa, bocca secca, stitichezza e insonnia sono gli effetti indesiderati più frequenti. Inoltre il farmaco aumenta la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, effetti potenzialmente pericolosi nelle persone obese, che sono già a rischio per problemi cardiovascolari. La sibutramina è perciò controindicata nei pazienti con malattie di cuore, alterazioni del ritmo cardiaco o pressione alta, inoltre interagisce con molti farmaci (es. antiemicranici, antidepressivi). L'uso di questo farmaco richiede dunque un'attenta valutazione medica iniziale e una stretta sorveglianza durante il trattamento. Dal 7 marzo tutti i medicinali a base di sibutramina sono stati ritirati dal commercio.

Orlistat e sibutramina non devono essere considerati come la soluzione al problema del sovrappeso. Molte persone, infatti, dopo essere dimagrite durante il periodo di trattamento, una volta sospesa la terapia riacquistano il peso perduto. Questi farmaci vanno sempre utilizzati sotto controllo medico nell'ambito di interventi generali che prevedano anche una dieta ipocalorica e un programma di attività fisica per brevi periodi di tempo al fine di abituare il paziente a ridurre il consumo di cibo.

Farmaci per il Diebetein generale
In una persona non affetta da diabete, l'insulina prodotta dal pancreas viene distribuita durante la giornata secondo un criterio molto semplice: essa viene prodotta ogni qual volta il fisico lo richiede. In particolare si può dire che essa viene liberata in una quantità definita "basale" (per permettere al fegato di produrre il glucosio utile alle funzioni fisiologiche: cervello, ecc.), ed in una quantità superiore in prossimità dei pasti.
Nei pazienti affetti da diabete mellito si deve cercare di simulare al meglio la secrezione del pancreas, iniettando dall'esterno l'insulina necessaria al fisico. La somministrazione dell'insulina avviene per via sottocutanea, tramite siringa e insuline artificiali simili a quelle umane.

Gli antidiabetici orali
Sono indicati nel diabete di tipo 2 se non si riesce a raggiungere il bilancio metabolico con la sola dieta e l'attività fisica. Ecco brevemente un elenco dei farmaci classificati in base al principio attivo:
Sulfaniluree
Sostanze anti-batteriche usate per abbassare il livello di glucosio nel sangue. Hanno la proprietà di correggere i due principali difetti responsabili dell'iperglicemia nel diabetico non insulino dipendente, e cioè sia l'alterata funzione beta-cellulare che l'insulino resistenza . In realtà l'azione primaria delle s. consiste nel potenziare la secrezione insulinica, mentre il loro effetto extrapancreatico, che si manifesta con un incremento della insulino sensibilità è verosimilmente secondario alla riduzione dei livelli glicemici più che ad un effetto diretto del farmaco sui tessuti periferici. L'uso delle s. è confinato ai diabetici con una residua funzione beta-cellulare.
Biguanidi
I principali composti di questa classe di farmaci sono la Metformina e la Fenformina (quest'ultima non è in commercio attualmente negli USA). Queste sostanze hanno un potere ipoglicemizzante pari a quello delle sulfaniluree, ma presentano un differente meccanismo di azione, non stimolano la secrezione di insulina, ma agiscono potenziando gli effetti di questo ormone riducendo la produzione di glucosio epatico, potenziano la captazione periferica del glucosio prevalentemente da parte del muscolo e ne riducono l'assorbimento intestinale. Sembra inoltre che la metformina riduca l'insulino resistenza e che sia necessaria la presenza di adeguati livelli circolanti in insulina affinché manifesti i suoi effetti anti-iperglicemici.
Le biguanidi sono da preferire nel diabetico non insulino dipendente obeso o in sovrappeso, sia per la loro debole azione anoressizzante sia perché non producono ipoglicemia sia per la loro proprietà di ridurre l'insulino-resistenza, quasi sempre presente nel paziente obeso.
Acarbose
Inibitore dell'alfa-glucosidasi , un enzima incaricato alla digestione degli zuccheri nell'intestino. Con la sua azione l'acarbose previene il picco iperglicemico post-prandiale. Somministrato per bocca costituisce un adiuvante dietetico che, accanto ad altre medicine, contribuisce a migliorare il controllo glicemico.

<< Indietro