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La
Bulimia
La Bulimia è un disordine alimentare caratterizzato dalla
presenza, nel soggetto, di episodi di abbuffate e rigetto. In parole
più semplici possiamo dire che chi è Bulimico presenta,
fisicamente e psicologicamente, dei crolli che lo inducono a ingerire
enormi quantità di cibo (tale situazione è definita
come abbuffata) e poi a rigettarle volontariamente. In molti pensano
che fra Anoressia e Bulimia vi siano delle relazioni, relazione
che a volte è interpretata come: “Bulimia = opposto
di Anoressia”, ma non vi è considerazione e relazione
più scorretta in quanto queste si differiscono come tipo
di avvenimenti, come fattori e natura. Rimanendo nella parentesi
aperta spieghiamo dunque quali sono le differenze tra i due avvenimenti,
essi si differiscono per avvenimenti in quanto una comporta l’aumento
di peso (contro la volontà del soggetto) e l’altra
provoca la perdita di peso nello stesso; vi sono differenze nei
fattori in quanto la Bulimia è caratterizzata da particolari
fattori: il contrasto psicologico che sconvolge il soggetto (argomento
che verrà trattato fra poco) e il rigetto, mentre l’Anoressia
presenta altri fattori psicologici: paure, iperattività etc.;
ed infine si differiscono nella natura in quanto la Bulimia è
un disordine alimentare mentre l’Anoressia è una malattia
vera e propria. Dopo aver aperto e chiuso questo breve chiarimento
sull’Anoressia in non relazione con la Bulimia, addentriamoci
in quelli che sono i vari fattori che contrassegnano tale disturbo.
Questo disordine alimentare provoca nel soggetto problemi psicologici
e fisici, analizziamoli. Prima avevamo accennato ad un contrasto
psicologico presente nel soggetto relativo alle cosiddette abbuffate,
questo è uno dei fenomeni che sconvolgono la mente dell’individuo
in quanto è caratterizzato da un conflitto di pensieri che
si svolge nella mente di questo, consiste dunque in questo: la persona
afflitta da Bulimia in realtà è suo desiderio perdere
peso, purtroppo però i suoi bisogni biologici sono più
forti della sua volontà e arrivano addirittura a diventare
un’ossessione, in pratica il soggetto volendo dimagrire non
mangia, ma il suo organismo e soprattutto la sua mente, non riuscendo
a sopportare l’astenia induce lo stesso a integrare lo stesso
il cibo, ora la questione non è così semplice in quanto
invece di reintegrare quanto saltato la persona mangia più
del dovuto e in maniera smisurata. Ogni volta che accade qualcosa
del genere psicologicamente il suddetto individuo è posto
tra due fuochi: il mangiare dunque l’ingrassare, pensiero
anzi ossessione indotto dal corpo e dalla mente, e il non mangiare
quindi il dimagrire, pensiero espresso dalla volontà del
soggetto, quasi sempre, anzi sempre, quello che prevale è
il primo e con effetti devastanti. Come detto quindi il risultato
di tutto ciò è un eccesso di cibo, come prima specificato
la Bulimia è definita da due principali momenti: l’integrazione
eccessiva e il rigetto, difatti dopo aver compiuto l’abbuffata
l’individuo si dispera per via della paura di ingrassare e
la certezza che ciò accadrà, questo fenomeno dunque
spinge lo stesso a cercare in qualche modo di rimediare a quanto
compiuto, l’unica soluzione è dunque impedire che il
corpo in qualche modo sintetizzi il cibo ancora nello stomaco e
come unica soluzione vi è il vomito, vomito che a volte priva
di ogni forza la persona. Dall’attuale descrizione abbiamo
dunque notato come nel soggetto si formano continui problemi psicologici,
e non bisogna sottovalutarli in quanto a volte il soggetto stesso
impazzisce per questo, ne parleremo in seguito di ciò, come
dicevamo bisogna vedere la cosa come un evento che si ripete sempre,
più di una volta, evento che dunque provoca più volte
un travaglio di paure e di dolori, all’individuo e che quindi
lo sconvolge a livello interno ma anche fisico, i continui rigetti
non garantiscono una perfetta salute dell’apparato digerente,
difatti si può andare incontro a diverse malattie, le continue
interruzioni delle peristalsi medianti le antiperistalsi provocano
delle scorrettezze nell’esofago, il Piloro,
che durante i continui vomiti è costretto ad aprirsi, viene
danneggiato provocando il problema del “Piloro spastico”,
e per finire vi è l’alterazione dei valori gastrici,
quest’ultimo problema lo si può sintetizzare in questa
maniera: ogni volta che il soggetto finisce un’abbuffata all’interno
dello stomaco è presente una quantità di materiale
al di sopra del normale, per la sintesi di tali elementi c’è
bisogno dunque di molti più succhi gastrici per la demolizione
del suddetto materiale, quindi aumentano i valori di tali liquidi,
aumentano i valori di insulina secerni dal Pancreas come anche la
quantità di bile della cistifellea
(fegato).
Il disturbo alimentare presenta diverse tipologie: difatti la Bulimia
si ramifica in molti tipi, tali tipologie del disordine spesso sono
caratterizzate dalla causa scatenante la Bulimia, per quanto ci
riguarda in questo articolo descriveremo solamente quattro tra le
tipologie più comuni: queste sono: Bulimia a livello normale,
Bulimia da purga, Bulimia da Anoressia o Bulimia nervosa multi impulsiva.
Definite dunque le tipologie del disordine ci avvieremo ora nella
loro descrizione. La Bulimia a livello normale è praticamente
il livello base diciamo, è in se la malattia, il soggetto
non fa uso di medicinali per il vomito o il mangiare, e quindi vive
nello stato che abbiamo descritto all’inizio con le relative
conseguenze. Per quanto riguarda il resto, come prima specificato,
le peculiarità del disturbo si contraddistinguono, dal disordine
di base (la Bulimia a livello normale) e dalle altre varianti di
questa tramite le cause, per capire quanto detto basta seguire la
descrizione successiva e i seguenti chiarimenti. Approfondiamo dunque
il primo tipo di disturbo: la Bulimia da purga. Questa variante
è contraddistinta dal fatto che il soggetto fa spesso largo
uso di lassativi o di altri medicinali. I lassativi come si può
immaginare sono una scappatoia al rigetto, il Bulimico difatti usando
lassativi fa in modo di compensare al meglio quanto ingerito, la
stessa cosa accade anche per l’uso dei diuretici, inoltre
a volte vi sono casi in cui la persona per evitare di mangiare ricorre
a medicinali che agiscono direttamente all’ipotalamo
bloccando quello che è il senso di fame e quindi bloccando
le abbuffate. Ognuno dei prodotti descritti viene consumato in maniera
molto spropositata, difatti l’eccessiva quantità di:
lassativi, diuretici, farmaci vari, comporta delle anomalie nel
sistema corporeo, molte volte il tutto porta al vomito, altre all’indebolimento
fisico quasi totale, altre ancora, come ad esempio gli inibitori
della fame provocano varie irregolarità all’apparato
sensitivo. Se ci pensiamo bene infatti se una persona facesse regolare
uso di tali farmaci prima o poi l’ipotalamo (orfanello su
cui agisce il farmaco) non potrà più regolarmente
controllare il senso di fame, ne il resto per cui è adibito,
cioè quindi a tutti i vari bisogni del corpo.
Il secondo tipo di Bulimia è importante capirlo perché
ha una specie di collegamento con l’Anoressia, quanto ora
detto va in forte contrasto con quanto prima esplicato all’inizio
dell’articolo, infatti per “collegamento” non
si intende una a vera e propria relazione fra il disturbo e la malattia,
ma una successione cronologica (tale definizione verrà ora
spiegata meglio), si tratta della Bulimia da Anoressia o Bulimia
nervosa anoressica. Per capire quanto detto è opportuno fare
una descrizione generale ed operare un percorso negli stadi di questa
variante, e per fare ciò occorre addentrarci in un caso di
Anoressia. Il soggetto quando è affetto di Anoressia abbiamo
detto nel precedente articolo, si ritrova a dover far fronte a molti
problemi, ma a noi non interessa questo, partiremo direttamente
dal presupposto che la persona si stia avviando ad una riabilitazione
e che quindi abbia superato varie fasi di recupero del proprio peso
corporeo. E’ infatti in questo punto che può subentrare
la seguente variante della Bulimia analizzata. Il soggetto per riabilitarsi
deve mangiare e recuperare il peso perduto, quindi durante questa
fase, solitamente effettuata in ospedale, l’individuo ricomincia
dunque un percorso in cui riprende anche l’appetito, ma a
volte capite che la situazione possa degenerare. La domanda perciò
è “Come?”, e la risposta sembra anche logica,
durante la malattia l’individuo si è dovuto tenere
lontano dai cibi e ha dovuto lottare contro il suo appetito, ora,
durante il processo di recupero, questo ritrovando l’appetito
si induce in un comportamento bulimico, cioè cede paurosamente
ad enormi abbuffate, seguite da vomito autoindotto che lo portano
in uno stato di altre profonde angosce. In questi casi viene avviato
un tipo di alternativo di processo di recupero che istruisce il
soggetto a corretta alimentazione e anche a controllare i propri
bisogni. Da tutto ciò abbiamo dunque capito che il collegamento
Anoressia – Bulimia è solo una successione cronologica,
cioè “finisce l’Anoressia e incomincia la Bulimia”.
L’ultima variante della Bulimia è un caso molto particolare,
si tratta di Bulimia nervosa multi impulsiva. Abbiamo deciso di
analizzare questa variante del disturbo non per comodità
o per caso ma per un preciso motivo, questa tipologia della Bulimia
è la più seria nonché la più pericolosa.
Difatti è come se tale variazione del disordine inglobasse
dentro di sé quasi tutte le altre, ma vediamo di procedere
con calma. Quello che caratterizza la Bulimia multi impulsiva è,
appunto, la molteplicità dei comportamenti assunti dalla
persona affetta da Bulimia, tutto comincia normalmente con la Bulimia
nel suo stadio di base, vi sono però ristretti casi in cui
il normale percorso di questa viene a cambiare, si verificano dunque
nell’individuo casi in cui sono presenti assunzioni di farmaci,
seguiti o che seguono l’ingerimento di lassativi, diuretici
o purghe varie che a loro volta possono essere seguiti o seguono
casi dove l’individuo fa uso di alcolici. E’ quindi
un vero è proprio intreccio di comportamenti appartenenti
ognuno a diversi tipi della Bulimia, ciò che accade comporta
enormi danni sia psicologici che fisici: cefalee, inibizione dei
bisogni biologici, mancanza di forza, gastroduodenidi e debilitazione.
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