Cosa sono i legumi
Per legumi si intendono i semi commestibili (singoli o multipli)
delle piante della Famiglia delle Leguminose, sottofamiglia Papilionee.
Costituiti da due valve (baccello) che si aprono a maturità
lasciando liberi i semi, i legumi sono, tra gli alimenti vegetali,
i più ricchi di sostanze proteiche e quelli che vantano
le proteine di migliore qualità. Essi vengono consumati
sia allo stato fresco che allo stato secco. Ovviamente i legumi
freschi, rispetto a quelli secchi, hanno un contenuto di acqua
molto superiore (dal 60 al 90% contro il 10-13%), e quindi, a
parità di peso, un contenuto proteico e glicidico inferiore,
ed anche un valore calorico più basso. I legumi di maggior
uso alimentare e più diffusi nel nostro Paese sono: fagioli,
piselli, lenticchie, ceci e fave. A questi va oggi aggiunta la
soia, altra leguminosa di importanza mondiale, originaria dell'Asia
ed ormai coltivata e sfruttata anche in altri Paesi. Altri semi
delle Papilionee ma meno importanti, sono le cicerchie, i lupini,
le arachidi (utilizzate per l'estrazione dell'olio e nella industria
dolciaria), le carrube, ecc.. I legumi (soprattutto fagiolini
e piselli) vengono preparati anche in conserva, e ciò permette
di avere a disposizione questi gustosi prodotti anche fuori stagione
e nelle zone in cui manca una produzione locale. L'aumento del
reddito individuale e il conseguente miglioramento del tenore
di vita hanno portato, negli ultimi decenni, ad una diminuzione
del consumo di legumi secchi, orientando il consumatore verso
altri prodotti alimentari di maggior costo. Va invece tenuto presente
che i legumi sono alimenti che vantano un notevole e peculiare
valore nutritivo, tanto da costituire da soli uno dei sette gruppi
nei quali possiamo suddividere gli alimenti sulla base, appunto,
delle loro caratteristiche nutrizionali e dell'importante criterio
secondo il quale per assicurarsi una alimentazione completa sarebbe
bene che un componente di ognuno dei gruppi fosse presente sulla
nostra tavola ogni giorno. Anche i legumi, quindi, non dovrebbero
mancare nella dieta quotidiana, sia freschi che secchi. Ciò
permetterebbe di meglio equilibrare la razione alimentare e di
realizzare anche una certa economia nella spesa.
I legumi sono alimenti plastici (costruttivi)
Freschi, ma soprattutto secchi, i legumi sono ottime fonti di
proteine: quelli secchi ne contengono infatti una quantità
all'incirca pari, o anche superiore a quella della carne (anche
se la qualità è inferiore) e doppia rispetto a quella
dei cereali. Sebbene di origine vegetale, queste proteine apportano
alcuni aminoacidi essenziali (come lisina, treonina, valina e
triptofano) in discreta quantità, superiore a quella presente
nelle proteine dei frumento, del mais e del riso. Queste ultime,
d'altra parte, contengono buone dosi di aminoacidi solforati,
che sono invece scarsi nei legumi . Da tutto ciò deriva
l'importante considerazione di ordine pratico che l'associazione
di cereali o loro derivati (pane, pasta, riso, ecc.) con i semi
di leguminose è molto razionale, in quanto i due patrimoni
proteici, entrambi incompleti, si integrano e si riequilibrano
vicendevolmente, fino a mettere a disposizione dell'organismo,
per le sue necessità di costruzione e di riparazione di
tessuti e di molecole, una miscela proteica il cui valore biologico
è paragonabile a quello delle proteine animali. E' quanto
avviene in tanti piatti tradizionali della cucina mediterranea,
quali pasta con fagioli e pasta con ceci, nonché nel riso
con piselli, ecc..
I legumi sono alimenti ricchi di energia
Allo stato secco i legumi hanno un elevato contenuto - intorno
al 50% in peso - di glucidi (carboidrati), rappresentati prevalentemente
da amido, oltre che da pentosani, destrine, galattani ecc.. Il
valore calorico quindi è elevato, e fa di questi alimenti
una ottima fonte di energia.
I legumi hanno anche altri pregi nutritivi
I legumi, con l'eccezione della soia, contengono pochi grassi
(2-4%), il che li rende consigliabili per le diete ipolipidiche.
Inoltre tali grassi sono in genere ricchi di acidi grassi polinsaturi.
Elevato è invece il contenuto in fibra alimentare, sia
di quella «insolubile» (soprattutto cellulosa, localizzata
prevalentemente nella buccia esterna), capace di regolare le funzioni
intestinali, sia di quella «solubile» o «formante
gel», capace di collaborare al controllo dei livelli di
glucosio e di colesterolo nel sangue. Questa azione «ipocolesterolemizzante»
sembra comune a tutti i legumi, anche indipendentemente dall'azione
della fibra. Non è ancora ben chiaro quale sia il componente
che esercita questo effetto favorevole: forse le proteine stesse,
forse i fosfolipidi, forse le saponine.
I legumi forniscono anche sali minerali e vitamine
Principalmente allo stato secco, i semi di leguminose contengono
una discreta quantità di fosforo ed anche (sebbene parzialmente
legata e quindi non del tutto disponibile per l'assorbimento)
di calcio e soprattutto di ferro, uno dei principi nutritivi più
scarsamente presenti negli alimenti. Per quanto riguarda le vitamine,
i legumi apportano quantità apprezzabili di alcune vitamine
del gruppo B (B1, B2 e niacina), e, allo stato fresco, anche di
vitamina C.
Digeribilità e tollerabilità
dei legumi
E' nozione comune che il consumo di quantità rilevanti
di legumi provochi sviluppo di gas intestinali (flatulenza) e
altri disturbi digestivi. La causa va ricercata nella presenza
nei legumi stessi di particolari carboidrati (raffinosio, stachiosio
e verbascosio) che non vengono allontanati con la cottura e non
possono essere digeriti, in quanto nel nostro intestino mancano
gli enzimi specifici in grado di attaccare quelle molecole, le
quali quindi sono degradate ad opera della flora batterica intestinale,
con produzione di gas. Non si conoscono rimedi pratici validi
ad evitare questi effetti sgradevoli. I legumi vanno cotti a lungo,
in quanto contengono dei fattori antidigestivi (fattori antitriptici)
che impediscono la digestione del prodotto crudo. Il calore, però,
distrugge questi fattori rendendo digeribili e assimilabili i
legumi. Nei bambini la cellulosa presente nella buccia esterna
dei legumi può provocare, durante lo svezzamento, meteorismo
e diarrea: l'inconveniente può essere superato preparando
passati o purè, che rendono possibile la somministrazione
dei legumi ai neonati a partire dal 5¡-6¡ mese di
vita. Nei legumi sono contenute anche notevoli quantità
di fitati, sostanze «antinutrizionali» in quanto capaci
di legarsi chimicamente a diversi minerali (calcio, ferro, zinco,
ecc.), riducendone la utilizzazione da parte dell'organismo. Esiste
poi un fenomeno particolare di intolleranza ai legumi, detto «favismo»:
si tratta di una malattia ereditaria provocata dalla mancanza
di un enzima specifico capace di neutralizzare gli effetti nocivi
di certe sostanze tossiche (vicina, convicina) presenti nelle
fave. Il consumo di fave provoca nei soggetti affetti da questa
malattia delle crisi emolitiche (rottura dei globuli rossi del
sangue). Il favismo è diffuso in particolari aree geografiche,
e, nel nostro Paese, soprattutto in Sardegna. Come scegliere e
conservare i legumi I legumi sono disponibili tutto l'anno e sono
venduti sciolti, oppure in buste trasparenti o inscatolati. Quando
li si compra o li si prepara è utile controllare che non
vi siano sostanze estranee frammiste al prodotto, e che i semi
non siano stati danneggiati o attaccati da insetti. E' bene conservare
i legumi in un luogo fresco e asciutto.