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Il processo di trasformazione
dell'energia: Questo
processo è ampiamente spiegato nella sezione apposita
nella Home, ma qualche breve cenjno per questo articolo
lo possiamo benissimo dare, dalla formula scritta qui sotto
troviamo i seguenti reagenti: ADP e Pi, si tratta delle
seguenti componenti: acido adenosintrifosfato o adenosina
trifosfato, si tratta di una particolarissima molecola a
due molecola di fosfato che riesce a sprigionare moltissima
energia, ciò accade però solo nel caso in
cui da due molecole di fosforo si passi a tre. E in effetti
è quello9 che vediamo scritto l'ADP legandosi a un
fosfato inorganico diventa ATP (acido adenosintrifosfato
o adenosina trifosfato) cioè energia, tutto ciò
che infatti in chimica viene chiamata energia chimica appunto
si intende dire a livello di sostanza ATP. Sotto è
riportata l'equazione chimica:
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Il Mitocondrio: Anche questo
particolare organello è descritto in maniera molto
specifica nell'articolo trattante la respirazione cellulare,
ma in ogni caso lo introdurremo anche qui per spiegare quanto
detto nell'articolo. Il Mitocondrio è un organello
cellulare composto da due membrane, una esterna e una intertna,
la membrana più interna ha la caratteristiche di
essere ripiegata tutta in se stessa, e nello spazio compreso
tra le due è presente una grande quantità
di idrogeno, singoli iodi idrogeno, mentre nella parte interna
è presente un liquido molto denso che prende il nome
di matrice mitocondriale. Il Mitocondrio è l'organo
che fa respirare la cellula o cioè che la fornisce
di energia, infatti è al suo interno che tramite
tre tappe precise dal materiale che ingeriamo si passa a
energia allo stato chimico. Sotto è riportato uno
schema riassuntivo

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Regolatori e coadiuvanti metabolici: Le
vitamine, la Creatina, la Carnotina e Carnitina
Tra le varie vitamine, tutte essenziali per l'organismo anche
nei sedentari, ma facilmente rintracciabili in un'alimentazione
varia e completa, quelle di cui può sicuramente aumentare
il fabbisogno in un atleta sono:
- Vitamine
del gruppo B
- Vitamina C
- Le vitamine del gruppo
B
Tra le vitamine del gruppo B è opportuno sottolineare
l'importanza della piridossina (vitamina B6), dell'acido folico
e e della cianocobalamina (vitamina B12), visto l'aumento del
turn-over proteico e dei processi di resintesi in chi si allena
quotidianamente; ancor maggiore sarà il loro fabbisogno
se l'atleta si trova in un periodo di potenziamento delle capacità
di forza, con incremento quindi delle masse muscolari. E' difficile
stabilire con precisione di quanto aumenti il fabbisogno in queste
situazioni, ma ci si può ragionevolmente riferire all'incremento
del fabbisogno proteico (che nell'atleta è circa il doppio
rispetto ai sedentari). Le altre vitamine (B1, B2, B3 e B5) diventano
maggiormente richieste in caso di atleti che abbiano un notevole
dispendio energetico globale, con incremento dei processi ossidativi
a scopo energetico.
Per quanto riguarda la vitamina C, che esplica anche un'azione
antiossidante, la sua importanza per l'atleta deriva dalle sue
molteplici funzioni, tutte non solo importanti, ma maggiormente
richieste in occasione di attività fisica regolare:
- Assorbimento del ferro per la sintesi
di emoglobina
- Sintesi di collagene (molecola fondamentale per la costruzione
di tessuto muscolare, ossa e cartilagini)
- Potenziamento delle difese immunitarie
La creatina (Cr) è la molecola che, arricchita da un gruppo
fosforico, diventa "fosfocreatina" (Pcr), unica fonte
di energia di pronto utilizzo per il muscolo (sistema anaerobico
alattacido). Infatti, in caso di necessità, la liberazione
del gruppo fosforico della fosfocreatina fornisce energia sufficiente
a resintetizzare ATP, molecola a sua volta altamente energetica;
la scissione dell'ATP nelle cellule muscolari (con perdita del
gruppo fosforico) libera l'energia necessaria alla contrazione.La
creatina viene poi trasportata attivamente all'interno della cellula
muscolare.I riscontri sperimentali più rilevanti sono stati
sino ad ora i seguenti:
- Se aumenta la creatina
nel muscolo aumenta anche la fosfocreatina
- L 'enzima responsabile della trasformazione di creatina in fosfocreatina
nel mitocondrio è "accoppiato" alla fosforilazione
ossidativa: questo significa che quando questo processo è
attivo occorre una minor quantità di ADP per avviare la
produzione di ATP
- L'incremento del livello di Pcr nel muscolo induce un incremento
delle doti anaerobiche alattacide, ma non ha effetti né
sul sistema anaerobico lattacido né sulle doti aerobiche
- Aumenta la risintesi di Pcr (la perdita di Creatina dal muscolo
è dell'ordine del 3%), ed in tal modo i vantaggi risultano
stabili
- La somministrazione di Creatina diminuisce i livelli di iperammoniemia
da sforzo (minor degradazione di ATP e minor produzione di ammonio)
La Creatina rende più "stabili" i livelli di
ADP nel muscolo, in modo che non siano mai elevati (rifosforilazione
continua). Si è inoltre evidenziato un ritardo nella comparsa
di affaticamento durante serie ripetute di esercizi ad alta intensità.
Esiste tuttavia un problema pratico legato alle alti dose necessarie
per raggiungere un effetto: la creatina assunta viene infatti
solo parzialmente assorbita; di quella assorbita parte viene metabolizzata
al fegato e parte arriva al muscolo; di quella che arriva al muscolo
infine solo una parte viene trasformata in fosfocreatina. Il fabbisogno
dell'atleta oscilla tra i 2 - 3 grammi al giorno.
La carnosina è un dipeptide, ossia una molecola composta
da due aminoacidi, l'alanina e l'istidina, che si trova in notevoli
quantità nel tessuto muscolare.I primi studi compiuti ne
hanno rivelato una buona attività anti-ossidante. Successivamente
ci si è accorti che interviene nel controllare i livelli
intracellulari di calcio nelle cellule miocardiche e quindi può
migliorare la contrattilità cardiaca. Oltre a ciò
le ulteriori proprietà accertate della carnosina che possono
avere un risvolto pratico per lo sportivo sono le seguenti:
Incrementa la fosforilazione ossidativa (la produzione di ATP
mediante i processi ossidativi), svolge azione tampone sull'acidosi
metabolica intracellulare (anche se in misura ridotta nell'uomo,
rispetto alle specie animali: alle concentrazioni abituali corrisponde
a circa il 7% della capacità tampone totale del muscolo),
potenzia la stimolazione della fosforilazione ossidativa indotta
da ADP, esercita un'azione antiossidante e anti-invecchiamento.Uno
studio eseguito su alcuni atleti che hanno ricevuto una supplementazione
dietetica di carnosina per tre goirni ha evidenziato:un aumento
significativo dei livelli di 2,3 difosfoglicerato (DPG) e del
rapporto 2,3 DPG/emoglobina e un miglioramento del recupero dopo
uno sforzo massimale (Wingate test).
La carnitina è una molecola importante nel metabolismo
degli acidi grassi. Le sue funzioni principali sono :
- Trasportare gli acidi
grassi dal citoplasma cellulare all'interno del mitocondrio, organello
in cui avviene il processo di beta-ossidazione (ossia la sua trasformazione
con produzione di energia)
- Modulare il metabolismo del coenzima-A, molecola anch'essa importante
per lo svolgimento dei processi ossidativi.
La carnitina alimentare deriva ovviamente dagli alimenti animali:
carne e pesce. L'organismo umano è comunque in grado di
sintetizzarla a partire da metionina e lisina (due aminoacidi
essenziali). Negli atleti si è osservato che la capacità
del muscolo di ossidare gli acidi grassi è direttamente
proporzionale ai suoi livelli intracellulari di carnitina. Poiché
inoltre l'esercizio fisico può provocare una perdita di
carnitina dal muscolo, la possibilità che l'atleta possa
trovare giovamento da un supplemento di carnitina costituisce
la logica conclusione di queste osservazioni. Il fabbisogno: nell'atleta
è di 2 grammi al giorno. Un mese di supplementazione con
2 grammi al giorno in atleti sottoposti ad allenamenti regolari
ha portato ad un incremento del 12% dei livelli intramuscolari
di carnitina.
Integratori plastici: La Glutamina
Non è un aminoacido essenziale, ma è tuttavia estremamente
importante per l'atleta. Circa il 20% di tutto il pool di aminoacidi
circolante nel sangue è costituito infatti da glutamina,
che si può perciò definire il veicolo più
importante di trasporto di azoto tra i tessuti; è inoltre
un substrato fondamentale per l'ammoniogenesi.Viene altamente
utilizzato dai muscoli in attività e per tale motivo i
suoi livelli plasmatici, in corso di attività fisica protratta,
diminuiscono progressivamente (tuttavia la somministrazione preventiva
di aminoacidi a catena ramificata attenua questo calo). Al termine
dello sforzo i livelli di glutamina plasmatica tendono a ristabilirsi
in un tempo variabile da alcune ore ad alcuni giorni, a seconda
dell'intensità dello sforzo eseguito e delle capacità
di recupero dell'atleta.
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