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Confezione ed etichetta: Ecco
un valido esempio di quanto detto nell'articolo, sotto riportata
è infatti l'immagine di una confezione di carne congelata
con l'etichetta che la garantisce, si possono notare tutti i particolari
di quanto detto a fianco, alcune parti sono state sfocate per
non violare i diriti riservati della società prodruttrice.
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Alcune importanti normative
L’Unione Europea è una comunità, un’associazioni
di stati dipendenti nel loro tipo di governo, religione e organizzazione
politica e sociale. Con questa breve dicitura non dobbiamo intendere
che ogni singola nazione della comunità può essere
autonoma in tutto, per l’organizzazione politica e penale
ad esempio non possono far parte di tale coalizione i paesi che
adottano la pena di morte nel loro schema penale o che vanno contro,
in qualche modo, le basi dei diritti dell’uomo, lo stesso
vale per gli stati che adottano una monarchia, questo nell’ambito
della questione sull’ordinamento politico. In poche parole
questo breve esempio ci serve per capire quanto segue, è
vero che tutti i componenti dell’Unione Europea sono autonomi,
ma non del tutto, questo vale anche per le etichette, infatti
ogni genere alimentare in commercio nei confini europei deve avere
specifiche caratteristiche, o anche per meglio dire, parametri
che autorizzano la sua entrata nei paesi membri.
Cominciamo dunque specificando tali parametri, naturalmente non
gli elencheremo tutti, ma solo due o tre, giusto i più
importanti. Per iniziare affrontiamo il problema che si è
posto durante il 1999 e il 2000 a riguardo delle carni. Non parliamo
affatto della questione della mucca pazza, ma di questioni etiche
riguardo gli animali dai quali le carni sono estratte, sappiamo
tutti che una fetta di carne deriva da una mucca, da un maiale
e che varie altre carni in ogni caso vengono estratte sempre da
esseri viventi, ed è proprio questo il dilemma che gli
animalisti so sono presentati. Ogni carne quindi viene dalla macellazione
di un animale, animale che viene cresciuto, viene a volte drogato
con sostanze per arricchire la sua massa muscolare (al fine di
ottenere più carne possibile), viene tenuto in spazi chiusi,
viene nutrito con mangimi o con erba non fresca, animale che poi
subisce vari malori per i continui trasporti e che poi soffre
durante la sua macellazione. La proposta degli animalisti riguardo
a tutto questo era di fissare una dicitura nel pacco di carne
che dicesse chiaramente che il prodotto contenuto al suo interno
derivava da sofferenza animale, la targa era “Viene da sofferenza
animale”. La brutalità dell’affermazione da
fissare sui contenitori non fu accettata dal consiglio europeo,
ma in ogni caso si riuscì a trovare un accordo giusto e
che soddisfasse ambedue i poli, tale accordo consisteva nella
seguente situazione: sulle carni e su tutti i prodotti derivanti
effettivamente da macellazione, non si fissava un etichetta con
su scritto “Proviene da sofferenza animale”, ma vi
si poneva una breve dicitura dove sarebbe chiaramente apparso
che il prodotto derivava da abbattimento di un essere vivente.
Effettivamente quando andiamo a comprare carne non vediamo niente
di quanto detto, ma in ogni caso se si nota bene è chiaramente
scritto che l’animale è stato macellato.
Lasciando dunque la questione carne avviamoci a normali prodotti
alimentari, infatti su questi l’UE ha chiaramente stabilito
dei particolari parametri, infatti come possiamo vedere in ogni
confezione chiaramente affissa un’etichetta con su scritto
una serie di codici, sono in tutto quattro e riguardano essenzialmente
il prodotto, il primo di 3 cifre e il secondo di quattro sono
quelli che determinano la data e la provenienza del prodotto,
segue il nome del produttore e infine un numero di serie che identifica
il prodotto, se questo è preceduto da una "Z"
significa che il contenuto della confezione non è fresco,
al contrario se compare una "S" vuol dire che lo è.
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